Armeria morisii - Spillone di Moris - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Armeria morisii - Spillone di Moris

Spillone di Moris

      E' una pianta perenne a base legnosa, Camefita suffruticosa, appartenente alla famiglia delle Plumbaginaceae.
E' formata da una base legnosa posta al livello del substrato (in genere nelle fenditure nelle rocce). Da essa si origina una densa, e un po' disordinata, rosetta di foglie, spesso miste ai residui secchi dell'annata vegetativa precedente.
Le foglie sono sessili, hanno la lamina oblungo-lanceolata e l'apice acuto. Sono lunghe fino a sette-otto centimetri e hanno una larghezza fino a nove millimetri in prossimità dell'apice. Il margine è intero ma recante una
denticolatura cartilaginea quasi impercettibile. La consistenza è leggermente carnosa e moderatamente coriacea, quanto basta per conservarsi, ormai secche, fino alla stagione successiva.
Gli steli fioriferi, che si sviluppano dalla medesima base legnosa, sono uniflori e privi di foglie. Sono lunghi fino a trenta centimetri e hanno un diametro fino a 1,5 millimetri. Sono apparentemente gracili ma, in realtà, si possono conservare anch'essi fino alla stagione successiva. Sono eretti e tendono a svilupparsi perpendicolarmente rispetto alla rosetta basale. Arrivano ad assumere anche una posizione orizzontale negli esemplari cresciuti nelle pareti verticali. Tuttavia, giacché sono piuttosto numerosi, nel loro insieme assumono generalmente una conformazione a raggera.
I fiori
sono raccolti in capolini che hanno un diametro che supera facilmente i due centimetri e sono  portati all'apice degli steli.
I capolini sono abbondantemente forniti di brattee. Quelle esterne sono più piccole, di forma ovato-lanceolatae e con l’apice acuto. Escluso un sottile margine membranoso, sono interamente erbacee. Quelle successive hanno, gradatamente, un bordo maggiormente membranoso e, anche per questo motivo, mancano dell’apice acuto. Quelle
interfiorali sono interamente membranose. Tutte le brattee, in particolare quelle più esterne, sono screziate di colore rosso o bruno.
I calici sono formati da cinque lobi triangolari acuti (anch’essi screziati di rosso) e sono densamente cosparsi di setole inclinate verso l’alto.
I petali possono essere bianchi, rosati o screziati di tale colore.
Il periodo della fioritura ricade nel mese di maggio.
Per altri dettagli sui capolini (e sulle misure delle varie parti) rimando alle immagini allegate, in particolare a quelle eseguite su carta millimetrata.

Nota di
Botanica Sistematica.
Armeria morisii (Spillone di Moris) è una specie endemica esclusiva della Sardegna che in precedenza era stata segnalata solo sui rilievi carbonatici di Oliena (NU) e Orgosolo (NU).
Le immagini allegate (e la presente descrizione) si riferiscono a una popolazione, discretamente numerosa, presente sui rilievi
porfirici dell’Ogliastra.
A un substrato notevolmente diverso si unisce, quindi, una netta separazione geografica. Tutto ciò può essere un ulteriore motivo d’interesse per questa
Armeria morisii ogliastrina.


Nella medesima area sono state rinvenute anche altre specie che prediligono il substrato carbonatico. Si possono citare: Seseli praecox (Finocchiella precoce), Hypericum scruglii (Iperico di Scugli), Teucrium capitatum subsp. capitatum (Camedrio polio) e Anemone palmata (Anemone palmata).

Tutto ciò non poteva essere casuale e necessitava della ricerca di una possibile causa. Successive osservazioni hanno, infatti, permesso di rinvenire frammenti sparsi di roccia carbonatica. Per non incorrere in possibili errori di determinazione, è stata fatta la classica prova con una goccia di acido cloridrico che ha immediatamente provocato la tipica effervescenza.

Considerata la situazione, è da escludere che siano materiali di origine alluvionale o che vi siano stati portati dall'uomo. Si tratta chiaramente di una presenza residuale derivata dal disgregamento di uno strato roccioso carbonatico esistente in quest'area, geologicamente parlando, in tempi abbastanza recenti.

In quest'ottica, anche la presenza delle specie citate si configura come una flora residuale di una più abbondante popolazione esistente quando lo strato di roccia carbonatica ricopriva parzialmente o totalmente quest'area.

Infine, non è da escludere che l'isolamento geografico rispetto alle altre popolazioni, abbia prodotto variazioni nella morfologia di queste specie, seppur di lieve entità.

(16 maggio 2014)

(Ultima revisione: 05/10/2017)





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