La scoperta della vera Punta La Marmora - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

atlantides.it
Vai ai contenuti

Menu principale:

La scoperta della vera Punta La Marmora

Testi > Approfondimenti Natura


      Questa pagina può essere considerata la continuazione e la conclusione di quanto espresso su  Punta La Marmora, Punta Ampsicora e la Punta Intermedia che riassumo brevemente.
Osservando Punta La Marmora dal vicino spuntone roccioso posto più a nord (indicato sulla carta IGM 1:25.000 dalla quota 1829) si ha la netta sensazione che ci sia, più a sud, una punta più alta, individuabile da un grande cono di pietre. In attesa di successivi rilevamenti, invocando anche l'intervento degli enti preposti, si è sospeso il giudizio e denominato questa punta come Punta Intermedia, trovandosi circa a metà strada tra Punta La Marmora e Punta Florisa.
La pagina Punta La Marmora, Punta Ampsicora e la Punta Intermedia si chiude lasciando la Punta Intermedia avvolta nell'indeterminazione e nel dubbio.
La situazione è poco chiara. E', infatti, facile porsi la domanda su com'è possibile che questo stato di cose sia passato inosservato ai rilievi topografici che si sono succeduti nel tempo. O, più tecnicamente, com’è possibile che sia stato creato un  Punto IGM (segnato con un piccolo triangolo) su Punta Florisa che non è neanche visibile da Punta La Marmora?
Un Punto IGM è un punto di partenza sicuro per i rilievi topografici successivi e noi abbiamo voluto ripercorrere il cammino degli antichi topografi partendo proprio da Punta Florisa.

Materiali e strumenti usati:
- navigatore satellitare Geosat 5 plus con installate le carte IGM 1:50.000 del Geosat 4x4,
- batteria supplementare, perché il Geosat 5 plus è in realtà un navigatore stradale e ha poca autonomia,
- sistema GPS integrato nella fotocamera,
- carta IGM scala 1:25.000, F. 530, sezione 1 "Aritzo",
- coordinatometro UTM con varie scale
- applicazione gratuita "Google earth" alla quale rivolgiamo un giusto ringraziamento,
- per i rilievi si è utilizzato il sistema di coordinate UTM nazionale Gauss-Boaga disponibile fra le scelte del navigatore satellitare Geosat 5 plus, dell'applicazione "Google earth" e nella carta IGM citata. E' bene precisare che su questa carta è tracciato, a tutta pagina, il reticolato internazionale europeo UTM-ED50. Invece, il reticolato nazionale Gauss-Boaga è segnato solo sulla cornice della carta con un punto in grassetto in corrispondenza delle linee. I due reticolati sono sfasati tra loro di pochi metri in senso est-ovest e di circa duecento metri in direzione nord-sud.

Ci siamo dunque recati a Punta Florisa e abbiamo sistemato su una pietra il navigatore Geosat 5 plus che, ricordo, ha installata la carta IGM 1:50.000. Abbiamo aspettato vari minuti per permettere alla rilevazione del punto di assestarsi con sicurezza. Lo strumento si è posizionato esattamente sul triangolo del Punto IGM.  Questa precisione era inaspettata e l'abbiamo considerata di buon auspicio per le rilevazioni successive. Memorizzata la posizione sul navigatore, siamo risaliti verso la Punta Intermedia. Qui, in assenza di un punto di riferimento sulla carta del navigatore, abbiamo eseguito varie rilevazioni della posizione memorizzando però solo quella mediana. Similmente abbiamo agito anche a Punta La Marmora.
Sulla via del ritorno abbiamo seguito la linea di cresta, in direzione nord, rilevando e memorizzando i due punti quota 1829 e quota 1825 segnati sulla carta.
Successivamente abbiamo riportato le coordinate dei tre punti principali rilevati (Punta Florisa, Punta Intermedia e Punta La Marmora) sulla mappa di "Google earth" (che allego) e, con l'ausilio del coordinatometro, sulla citata carta IGM 1:25.000 F. 530, sezione 1 "Aritzo".
A questo punto arrivano le sorprese che, onestamente, erano in parte attese.
Punta Florisa coincide esattamente, come già il navigatore, con il Punto IGM segnalato con un piccolo triangolo e riportante la quota 1822.
Il rilievo relativo alla Punta Intermedia viene invece a coincidere con Punta La Marmora, esattamente con il punto in grassetto posto sotto il secondo "3" della quota 1833.
In altre parole, la Punta Intermedia è in realtà la vera Punta La Marmora!

La Punta della Croce (finora ritenuta Punta La Marmora) si trova circa duecento metri più a nord ed è ovvio che apparisse più bassa della vera Punta La Marmora!
E' altrettanto ovvio che guardandola da Punta Florisa apparisse infossata e individuabile solo per la presenza della croce.
(Vedi foto allegata)
Si precisa che l'altezza ufficiale di Punta La Marmora non è più 1833
m s.l.m.(come riportato nella carta IGM citata) ma 1834.

Come in qualsiasi buon metodo scientifico, le conclusioni a cui si è giunti possono essere verificate da chiunque, posto che utilizzi gli strumenti e la metodologia corretta.
Innanzitutto è indispensabile disporre della carta IGM 1:25.000, F. 530, sezione 1 "Aritzo" e di un coordinatometro UTM con la scala 1:25.000.
Le misure possono essere prese sul campo o anche, molto più semplicemente, su "Google earth". Sarà relativamente facile verificare, ad esempio, sia su "Google earth" sia sulla carta IGM che la vera Punta La Marmora dista circa trecento metri da Punta Florisa e che la Punta della Croce è posta più a nord di ulteriori duecento metri.
Similmente è molte semplice rilevare
su "Google earth" le coordinate UTM Gauss-Boaga relative alla Punta della Croce e riportare il punto sulla carta IGM 1:25.000 (ovviamente utilizzando la reticolatura UTM Gauss-Boaga). Si potrà constatare che le coordinate non corrispondono a Punta La Marmora ma a un punto situato circa dueceno metri più a nord: la Punta della Croce.
Sarebbe tutto più chiaro se si potesse pubblicare liberamente una piccola porzione della carta IGM citata. Ma grazie all'aiuto di "Google earth" si possono ottenere analoghi risultati ma in maniera più creativa. Rimando alla foto-coordinatometrica allegata Fig.4 (vedi anteprima).

Arrivati a questa conclusione, avendo terminato il suo ruolo, la Punta Intermedia cessa di esistere e rimangono solo la vera Punta La Marmora e la Punta della Croce.
Dispiace solo che venga a cadere anche l'ipotesi di Punta Ampsicora ma si può trovare una soluzione.
Il grande spuntone roccioso posto più a nord della Punta della Croce, che è stato il punto di osservazione che ha permesso di ricercare la vera Punta La Marmora e che sulla carta IGM 1:25.000 è indicato con la quota 1829, può essere benissimo dedicato all'eroe sardo-cartaginese Ampsicora.
Questa punta non è una punta qualsiasi. Presumibilmente è alta circa un metro più della Punta della Croce e sarebbe, quindi, la seconda punta del Gennargentu e della Sardegna. Ma questo è da dimostrare.
L'indagine continua, nel Gennargentu ci sono tante cose da scoprire.

Punta La Marmora e i Monti del Gennargentu

Fig.1) Le cime principali dei Monti del Gennargentu viste da Punta Florisa (1822 m s.l.m.). Appare evidente che la vera Punta La Marmora (1834 m s.l.m.) domina su tutte. La Punta della Croce appare infossata fra le rocce della cresta e, in assenza della grande croce, non sarebbe visibile da questo punto.


Il Gennargentu by Gloogle earth

Fig.2) Con "Google eart" è possibile effettuare accurati rilievi topografici sulle cime e sulla cresta del Gennargentu grazie, oltre alle immagini satellitari, all'utilizzo di vari sistemi di coordinate tra cui quelle UTM del reticolato nazionale Gauss-Boaga.
Le coordinate dei segnaposto riferite alle tre Punte sono stati desunte dal navigatore satellitare, confrontate con quelle del ricevitore GPS della fotocamera utilizzata e riportate su "Google eart".
La finestra in basso riporta queste coordinate UTM (espresse in metri) del reticolato nazionale Gauss-Boaga riferite alle tre Punte. Ovviamente, la precisione con può essere assoluta e bisogna prendere in considerazione il possibile errore di qualche metro.
Tuttavia, ai fini pratici, sarebbe sufficiente un arrotondamento al decametro.


Individuando gli stessi punti, con le medesime coordinate, sulla carta IGM 1:25.000 appare evidente, in maniera inequivocabile, che le coordinate della Punta della Coce non sono quelle della Punta La Marmora segnata sulla carta e che fra i due punti c'è una distanza di circa duecento metri. Naturalmente, la stessa distanza può essere facilemente rilevata anche su "Google earth".
Le coordinate indicate per Punta La Marmora, invece, coincidono con la Punta La Marmora segnata sulla carta. Più specificatamente, coincidono con il punto in grassetto riportato sotto il secondo "3" della quota 1833.
Per Punta Florisa, il discorso è più semplice perché le coordinate riportano esattamente al Punto IGM segnato sulla carta con un piccolo triangolo.
Anche in questo caso, si può facilmente verificare sia sulla carta sia su "Google earth", che la vera Punta La Marmora dista circa trecento metri da Punta Florisa e che la Punta della Croce è più lontana di ulteriori duecento metri.
Avendo potuto visionare una vecchia carta IGM 1:100.000 del 1908 si è potuto rilevare che, anche qui, la distanza fra Punta Florisa e Punta La Marmora è ugualmente di trecentro metri.
Concludendo, a trecento metri (circa) da Punta Florisa c'è quella che avevo denominato Punta Intermedia cioé la vera Punta La Marmora.

Una curiosità: circa 230 metri sotto l'attuale croce sono visibili, su "Google earth", i resti della vecchia croce che non ha retto, se non per breve tempo, alle intemperie del Gennargentu.




Punta La Marmora e Punta della Croce

Fig.3) Questa dicitura utilizzata varie volte "Punta la Marmora (1834 m s.l.m.) con al centro la Punta Intermedia, individuabile dal cono di pietre, che appare chiaramente più alta di Punta La Marmora" ha ormai solo valore "storico". Infatti, la Punta Intermedia era, in realtà, la vera Punta La Marmora che, ovviamente, appariva più alta rispetto alla Punta della Croce.
Non è stato facile arrivarci percé la tradizione e il pensiero comune ritenevano, acriticamente, che la Punta della Croce fosse Punta La Marmora. Ma, proprio da questo scorcio ripreso nella foto e dalle considerazioni che stimolava, è partita l'indagine che ha portato all'individuazione della vera Punta La Marmora.



Foto-coordinatometrica con le principali punte del Gennargentu e le coordinate UTM Gauss-Boaga

Fig.4) Le coordinate UTM Gauss-Boaga che erano state rilevate sul campo, riportate su "Google hearth" e verificate sulla carta IGM, possono essere riportate anche su una foto panoramica del Gennargentu ottenendo, ovviamente, gli stessi risultati.
Considerando che la cresta del Gennargentu è abbastanza ben allineata in senso nord-sud, per poter rilevare la posizione delle varie Punte basta prendere in considerazione solo la distanza sud-nord.
E' stato sufficiente utilizzare una foto ripresa in asse (cioé perpendicolare) al segmento che unisce le principali Punte e sovrapporre la scala di un coordinatometro 1:25.000, inserendo, infine, lo stesso  riquadro della Fig.2) con le coordinate. Si ottiene così una "foto-coordinatometrica" nella quale si può misurare la coordinata sud-nord come in una carta IGM, considerando però la possibile variazione di qualche metro.
Preciso che le coordinate
UTM Gauss-Boaga sono espresse in metri e gli ultimi tre numeri interi indicano la distanza dal lato del quadrato (di un chilometro) della reticolatura, procedendo da sud a nord. Inoltre, la scala del coordinatometro è espressa in ettometri con suddivisioni di venti metri. I segmenti verticali i colore rosso indicano i lati del quadrato "4426" della reticolatura Gauss-Boaga. In questo quadrato sono comprese le principali Punte del Gennargentu. La Punta "quota 1825" è invece compresa nel successivo quadrato "4427", del quale appare solo una porzione.
L'unico problema è stato il corretto posizionamento del coordinatometro, possibile anche grazie a "Google hearth".
Questa foto, ripresa rigorosamente in asse, mostra la reale differenza di altezza tra le varie Punte. Sarebbe anche inutile aggiungere che la vera Punta La Marmora è (e non poteva essere diversamente) la più alta.
La scala del coordinatometro indica la misura della coordinata sud-nord che corrisponde a quella della carta IGM 1:25.000, e di qualsiasi altro sistema di rilevamento delle coordinate medesime, fatto salvo, naturalmente, il possibile errore di qualche metro.
Per la misurazione della coordinata di un punto, basta aggiungere al numero del quadrato (es. 4426) la distanza in centinaia di metri dal lato sinistro del quadrato medesimo. Similmente a una normale carta IGM e come negli esempi tratti da "Google hearth" nella finestra inferiore della "foto-coordinatometrica"
La verifica pìù significativa che si può fare è quella di rilevare, sulla carta IGM, la coordinata sud-nord di Punta La Marmora e riportarla su questa "foto-coordinatometrica". Si potrà constatare che la misura non corrisponde alla Punta della Croce bensì alla vera Punta La Marmora...c.v.d.

(30 agosto 2014)
(Ultima revisione: 29/09/2014)




 ON TOP
Copyright www.atlantides.it 2008÷2017 All rights reserved
Torna ai contenuti | Torna al menu