Villaggio di Tiscali - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Villaggio di Tiscali

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        La dolina con il villaggio di Tiscali, che è senz'altro di notevole interesse storico, naturalistico ed escursionistico, può essere raggiunta sia dal versante orientale, cioè dalla valle di Oddoène (Dorgali-NU) sia quello occidentale, dalla valle di Lanaitto (Oliena-NU).
Qui si farà principalmente riferimento al percorso che parte da Oddoène e si accennerà ai sentieri della valle di Lanaitto, ripromettendosi di approfondire questa variante in una prossima occasione.
La descrizione della prima parte del percorso è la stessa per giungere sia al villaggio di Tiscali sia alla gola di Gorropu.
Il riferimento per la partenza è la cittadina di Dorgali (NU) e la galleria che porta a Cala Gonone.
Ebbene, procedendo in direzione sud sulla S.S. n° 125 (Orientale sarda), un chilometro dopo la galleria s’incontra un bivio sulla destra, individuabile anche dalla presenza di segnalazioni turistiche. Da qui parte una strada che porta alla sottostante valle di Oddoène.
Percorso circa un chilometro s’incontra una diramazione, a destra s’incrocia una strada che giunge dalla circonvallazione di valle di Dorgali (ovviamente chi si troverà in questo centro potrà utilizzare questa variante), a sinistra si va per Tiscali/Gorropu.
Si attraversa tutta valle seguendo la strada principale e, dopo un percorso di circa otto chilometri si giungerà alle rive del Flumineddu. Si risalirà la riva destra del fiume per altri due chilometri (l'ultimo tratto è sterrato) finché si giungerà a un ponte (ricostruito dopo l'alluvione del 2004) nei pressi del quale è possibile parcheggiare.
Da questo momento occorreranno circa due ore (abbondanti) per giungere a Tiscali.
All'uscita del ponte c'è un bivio: a destra si va verso Tiscali, risalendo il corso del fiume si arriva invece alla gola di Gorropu, senza alcuna possibilità di sbagliare perché il Flumineddu attraversa proprio questa gola.
Attraversato il fiume, si gira dunque a destra e, su una strada sterrata, si ridiscende il corso del Flumineddu per circa quindici minuti, finché si trova un bivio segnalato da un cartello.

Scendendo verso il Flumineddu, si può osservare questa piccola montagna (497 metri s.l.m) dal significativo nome di monte Tundu.

Monte Tundu

Il cartello che si incontra scendendo il corso del Flumineddu. Indica la direzione per Tiscali e l'inizio del sentiero che attraversa la valle di Sùrtana.

Cartello segnaletico per Tiscali

Dalla scala di Sùrtana si vede chiaramente il bivio lasciato alle spalle.

Il bivio Tiscali/Gorroppu visto da Sùrtana

In Sardegna si usa il termine "scala"  per indicare i sentieri o le strade che in un breve tratto superano forti dislivelli. In questo caso si passa dai 200 metri s.l.m. del Flumineddu agli oltre 300 della valle di Sùrtana.



Questa roccia con l'indicazione della scala di Sùrtana si incontra durante la breve ascesa alla valle di Sùrtana.

Scala di Sùrtana

La valle di Sùrtana (vista dal monte Tiscali) è un incantevole canyon boscoso delimitato da pareti calcaree. Collega agevolemente le vallate di Oddoène e di Lanaitto.

La valle di Sùrtana

Nella valle di Sùrtana il sentiero è in parte formato da una vecchia mulattiera dei carbonai. Si notano ancora i segni delle carbonaie.
Fino alla metà del secolo scorso, il patrimonio boschivo della Sardegna è stato sottoposto a un intenso sfruttamento, per la produzione del carbone, che ha rischiato di comprometterne l'equilibrio naturale. Fortunatamente, in molti casi il bosco si è riappropriato degli spazi che gli erano stati strappati. Chiunque compie escursioni in Sargegna avrà avuto modo di notare, che anche nei posti più impervi, sono presenti le piazzole delle carbonaie. Esse sono individuabili dai muretti di contenimento e dal terriccio nero che ancora le ricopre. Rimangono a testimonianza dello sfruttamento intensivo a cui furono sopposti i boschi nel passato.
Usciti dallla valle di Sùrtana
ci si trova di fronte al monte Tiscali e si interseca il sentiero che sale dalla valle di Lanaitto. Da questo punto i due percorsi si riuniscono in un unico sentiero. Si svolta verso sinistra (un cartello indica la direzione) e si sale verso Tiscali. Si eviti di abbandonare il sentiero battuto perchè il terreno è piuttosto accidentato e potrebbe essere difficile ritrovarne il corso. Il dislivello da superare per giungere alla dolina è di circa 250 metri.



La piazzola di una carbonaia

Carbonaia

Durante l'ascesa verso la dolina, a sinistra del sentiero, si incontra un riparo sotto roccia (molto utile in caso di pioggia)

Rifugio sotto roccia

Anche il ritrovamento, in questo riparo, di una moneta da cinque centesimi del 1908 (di per sé poco significante) testimonia la continua frequentazione dell'uomo di questi posti impervi e isolati.
Alla fine dell'ascesa, in prossinità della cresta, un cartello indica l'ingresso della dolina a cui si accede tramite una breve scala ricavata nella roccia.
Il percorso della visita è ad anello, si procede in senso antiorario seguendo le pareti della dolina.
Colgo l'occasione per segnalare che il sito archeologico è gestito da una cooperativa.

Le capanne, disposte in due gruppi distinti sotto le pareti aggettanti della dolina,  sono sono di varie forme, tondeggianti, quadrangolari, irregolari.

Capanna a Tiscali

Spesso sono state realizzate addattandole alla parete o ad altre formazioni rocciose che ne diventano parte integrante.
Talvolta il villaggio di Tiscali viene definito "nuragico", ma la tipologia costruttiva è ben lontana dalla tecnica megalitica dei nuragici. Le opere murarie sono realizzate con pietrame, spesso minuscolo, talvolta con l'aggiunta di malta d'argilla. Si veda, ad esempio, la capanna della foto che è la più integra e che, per la sua forma, viene denominata su Nurageddu: il piccolo nuraghe.
E' più plausibile che il villaggio sia stato realizzato, nei primi secoli dell'occupazione romana, da popolazioni semi-romanizzate che cercavano di sfuggire all'oppressione dei conquistatori.
Ovviamente ciò non esclude il probabile utilizzo della dolina fin dal paleolitico ed in epoca nuragica.
Scavi archeologici sistematici, non ancora effettuati, chiariranno meglio questi ed altri aspetti della storia di questo sito.
L'interesse per Tiscali
non deriva solo dall'antico villaggio, ma anche dall'ambiente naturale che lo circonda. Di tutto ciò si può vedere qualche esempio nello slideshow.
Per quanto riguarda al vegetazione segnalo che in quest'area sono presenti varie specie endemiche della Sardegna.
Si possono trovare sia lungo il sentiero sia all'interno della dolina.
In particolare:

Scrutando le pareti è possibile osservare l'Elicriso sardo (Helicry-sum saxatile). In questo caso ancora all'inizio dell'antesi

Elicriso sardo (Helicrysum saxatile)

La Lattuga di Montalbo (Lactuca longidentata)
Pianta rupicola per necessità: per sfuggire a capre e mufloni della quale son ghiotte.

Lattuga di Montalbo (Lactuca longidentata)

Il Cavolo di Sardegna (Brassica insularis).
Che, similmente, tende a diventare rupicola per necessità.

Cavolo di Sardegna (Brassica insularis)

Fa bella mostra di sé anche un comune Arisaro (Arisarum vulgare) che ha trovato l'habitat idoneo nella sua nicchia di roccia.

Arisaro comune (Arisarum vulgare)

Aggiungo ora alcune informazioni sui sentieri che partono dalla valle di Lanaitto.
Dalla strada provinciale che collega Oliena (NU) con la S.S. n°125 (Orientale sarda), si svolta al bivio per le fonti di Su Cologone. Giunti in prossimità delle sorgenti bisogna girare verso destra dove un cartello indica la direzione per la valle di Lanaitto. Si passerà a monte di Su Cologone e si attraverserà tutta la valle di Lanaitto con un percorso di circa otto chilometri.
Subito dopo il guado di un torrente si troverà a destra un piccolo parcheggio, una strada che si inerpica sul costone ci indicherà che il posto è quello giusto.
Siamo sul versante occidentale del monte Tiscali. Il percorso ideale presuppone di salire alla dolina da questo lato e ridiscendere poi dal versante orientale, sfruttando in parte il sentiero che giunge dalla valle di Oddoène.
In sintesi il percorso è il seguente.
Si percorre il breve tratto di strada sterrata, alla fine del quale ci si troverà di fronte a un impervio costone roccioso, che bisognerà quasi scalare per raggiungere la cresta della montagna. Giunti in cima si andrà verso sinistra fino ad incontrare, e attraversare, una fenditura nella roccia che ci porterà dall'altra parte della montagna. Si proseguirà tenendo le roccie al fianco destro finchè, con un sospiro di sollievo, un cartello segnalerà l'ingresso della dolina di Tiscali.
Per il ritorno è consigliabile seguire il sentiero di Oddoène, anche perchè il costone roccioso menzionato precedentemente, se è difficoltoso in salita, lo è ancor più nella discesa.
Si avrà occasione di ammirare l'altro versante della montagna, la valle Sùrtana vista dall'alto e visitare una grotta che io ho chiamato Grotta del Giraffa, facilmente accessibile, in prossimità del sentiero, lungo il torrente. In questa grotta, che mostra chiari segni dell'utilizzo da parte dell'uomo, si può osservare, con una certa sorpresa, l'immagine di una giraffa! Ovviamente non si tratta di un graffito preistorico (magari!) ma la figura è prodotta dalla conformazione sedimentaria della roccia.
Si seguirà lo stesso sentiero di Oddoène fino ad arrivare a un torrente. Qui un cartello indicherà di svoltare a destra per coloro che devono dirigersi verso questa valle. Noi invece  proseguiremo lungo il torrente fino ad incontrare una strada sterrata e, procedendo verso sinistra, potremmo tornare agevolmente al parcheggio.
Segnalo i punti più caratteristici di questo percorso.



Il ripido costone roccioso

Costone roccioso

La fenditura nella montagna

Fenditura nella roccia

La parete rocciosa dal caratteristico profilo, in prossimità della dolina diTiscali.

Roccia incavata

La Grotta della Giraffa

La grotta della Giraffa

Per concludere mi permetto alcune raccomandazioni.
Questa mia descrizione non è certo sufficiente ad affrontare il percorso per Tiscali in sicurezza, per cui è consigliabile, specialmente per i sentieri di Lanaitto, di farsi accompagnare da persone esperte o, quantomeno, raccogliere informazioni dettagliate sul posto.
Come già detto in precedenza, ricordo che se non si è veramente esperti, non bisogna mai abbandonare il sentiero battuto.
Un'ultima annotazione, nelle carte IGM la dolina è indicata come Sa Curtigia de Tiscali.

(08 dicembre 2008)
(Ultima revisione: 09/12/2012)



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