Asplenium scolopendrium subsp. scolopendrium - Lingua cervina - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Asplenium scolopendrium subsp. scolopendrium - Lingua cervina

Lingua cervina, Scolopendria comune

     E' una pianta erbacea perenne, più propriamente una felce, appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae ed è inserita nella divisione delle Pteridophyta.

Appartengono a questa divisione varie famiglie di piante, tra cui le più note sono felci ed equiseti. Si differenziano dalle cosiddette "piante superiori" perché la loro riproduzione non avviene tramite i semi, ma per mezzo di spore racchiuse negli sporangi che sono abitualmente, ma non sempre, posti nella pagina inferiore delle foglie.

Asplenium scolopendrium subsp. scolopendrium (o "lingua cervina", curioso nome di origine popolare) è un’Emicriptofita rosulata con gemme svernanti al livello del terreno, portate da un corto rizoma sotterraneo. La parte aerea non è tuttavia disposta secondo una rosetta regolare, come vorrebbe l'epiteto "rosulata" e come si trova in altre specie, ma è piuttosto sparsa.

Le fronde sono alquanto diverse da come ci si aspetterebbe per una felce. Sono costituite da una lamina lunga fino a cinquanta-sessanta centimetri e larga quattro-cinque, sorretta da un breve stipite ricoperto da squame rossicce. La lamina è relativamente coriacea e mostra un bel colore verde lucido. Il margine è intero o debolmente crenato o ondulato. La base delle foglie è cordata, l'apice è generalmente acuto.
Nella pagina inferiore delle foglie fertili sono presenti gli sporangi (o sori) disposti in linee parallele, come si può notare facilmente nelle immagini allegate.
E’ una specie molto diversa dalle altre felci e, soprattutto, più appariscente, sia che la si incontri in mezzo alle altre piante sia che, solitaria, faccia capolino nelle fessure delle rocce.

Asplenium scolopendrium subsp. scolopendrium (già Phyllittis scolopendrium), è diffuso in tutta l'Italia. Vegeta generalmente su terreno carbonatico. Predilige i siti freschi, umidi e ombrosi, sia in piccoli anfratti e forre sia nelle fenditure delle rocce e presso gli ingressi delle grotte.
Le immagini allegate sono state riprese sulle montagne carbonatiche della Sardegna centro-orientale a un'altitudine compresa tra ottocento e milletrecento metri sul livello del mare.

(12 dicembre 2011)
(Ultima revisione: 24/05/2021)





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