Berberis aetnensis - Crespino dell'Etna - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

atlantides.it
Ilex aquifolium
Vai ai contenuti

Berberis aetnensis - Crespino dell'Etna

Crespino dell'Etna

     E' una pianta legnosa perenne, spinosa e caducifoglia (Nano-fanerofita per il Sistema Raunkiær) appartenente alla famiglia delle Berberidaceae.
Il portamento è quello di un folto e intricato cespuglio irto di spine, più evidenti con la caduta delle foglie. Solo occasionalmente assume l'aspetto di un piccolo arbusto eretto.
I rami, rossi da giovani, diventano in seguito di color grigio chiaro. I rami portano ai numerosi nodi una triade di robuste spine emergenti sotto un ciuffo di foglie.
Queste ultime variano da ellittiche a spatolate, talvolta sub rotonde. Il margine è dentato e spinuloso. Anch'esse da giovani tendono ad assumere una colorazione rossiccia. Diventano invece di colore giallo e successivamente bronzeo nel periodo autunnale prima di cadere.
I fiori, raccolti in piccoli grappoli penduli. Hanno la corolla di colore giallo intenso e il calice con il peduncolo e i pedicelli spesso arrossati.
La fioritura, che può essere notevolmente copiosa e appariscente, avviene nei mesi di maggio e giugno.
Il frutto è una bacca ellissoide di color rosso porpora alla maturazione che è da ascriversi al periodo di luglio-agosto. I frutti tendono a persistere a lungo sulla pianta, fino all'inverno inoltrato.
I semi (due per frutto) hanno una forma ellissoide con l'asse maggiore di cinque-sette millimetri. Il colore varia da ocraceo a bronzeo e la superficie da liscia a increspata.
Berberis aetnensis (Crespino dell'Etna) è una specie endemica della Sardegna, Corsica, Sicilia e di alcune aree dell'Italia meridionale.
Questa descrizione e le immagini allegate si riferiscono a vari siti presenti in Sardegna (indipendentemente dal substrato) nelle parti sommitali dei monti del Gennargentu e del monte Corrasi (Oliena-NU).
L'habitat più comune è quello di gariga ma vegeta anche nelle fessure delle rocce e sulle pietraie.

(30 settembre 2008)
(Ultima revisione: 24/03/2021)





Torna alla pagina:
Flora della Sardegna


Copyright www.atlantides.it 2008÷2021 - All rights reserved
Torna ai contenuti