Charybdis numidica - Scilla numidica - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Charybdis numidica - Scilla numidica

Scilla numidica
     E' una pianta erbacea perenne, Geofita bulbosa per il sistema Raunkiær, attualmente classificata nella famiglia delle Asparagaceae.
La parte sotterranea è costituita da un bulbo piriforme avente un diametro che può superare i venti centimetri. Le radici sono poche, ingrossate e di colore bianchiccio, come si può osservare in un'immagine dello slideshow. (A proposito di questa immagine, bisogna osservare che si tratta di un bulbo relativamente giovane, con una sola tunica esterna e poco consistente).   Le tuniche esterne, comprese quelle che si prolungano sul collo del bulbo, sono normalmente assai consistenti e durature e tendono a perdurare nel tempo e a formare numerosi strati. Per questi motivi, il bulbo si presenta sempre di colore bronzeo variabilmente scuro. Spesso tende ad emergere dal terreno ma ciò non incide sulla persistenza delle tuniche, a meno che non ci siano fenomeni di erosione del terreno. Anche i bulbi interrati hanno ugualmente le tuniche esterne scure. Alcuni bulbi delle immagini allegate sono stati volutamente scalzati per verificare e documentare il loro colore.
Le foglie sono di colore verde uniforme, carnose ma piuttosto afflosciate, lunghe fino ad una cinquantina di centimetri e larghe una decina. Seccano prima della fioritura per poi svilupparsi nuovamente a partire dal tardo autunno. Abbastanza raramente, le foglie possono essere ricoperte da una sottile pruina cerosa biancastra che conferisce loro una colorazione glauca.
A partire dalla seconda metà di agosto, dalla pianta apparentemente secca, si sviluppa lo scapo fiorale alto fino a un metro e mezzo. Il colore dello scapo sembra poco significativo, considerando che, anche nel medesimo gruppo di piante, varia dal grigiastro al rossiccio.
Nella sua parte terminale produce una densa infiorescenza a racemo che comprende fino ad alcune centinaia di fiori, peduncolati e di forma stellata. I fiori sono composti da cinque tepali bianchi di forma ellittica. Talora, l'apice dei tepali è caratterizzato da una breve striatura porporina che tende a sfumare in una linea giallo-verde tenue e poco visibile. Altre volte, si nota solo una linea con deboli sfumature giallo-verdi e i tepali appaiono sostanzialmente bianchi. Solo in pochi casi sono stati rinvenuti esemplari con marcate striature verdi. (Un esempio potrebbe essere, in questa pagina, l'immagine centrale della terza riga). Le antere sono tipicamente di colore verde mentre l'ovario varia dal giallo al giallo-verde.
La fioritura non è uniforme ma, come si nota da alcune immagini, si sviluppa generalmente dal basso verso l'alto per fasce oblique.
Il periodo della fioritura ricade nella seconda metà di agosto e nel mese di settembre.
Il frutto è costituito da una capsula trigona, derivata dall'ingrossamento dell'ovario, che si apre a maturità liberando, per l'azione del vento, i numerosi semi alati. I semi sono infatti dotati di un'ampia ala di colore nero lucido, di forma vagamente ellittica e caratterizzata da un'estremità acuta e da una ottusa. Il seme, se liberato dalla sottile membrana dell'ala che lo ricopre, si presenta fusiforme e color crema.
Charybdis numidica (Scilla numidica) è una pianta tipica dell'area mediterranea e vegeta dalle spiagge alle garighe e ai suoli sassosi e rocciosi, tuttavia non disdegna ambienti più ricchi di nutrienti come campi, cunette e margini stradali in genere. Vegeta di preferenza lungo le coste ma, perlomeno in Sardegna, si spinge nelle aree interne fino alle parti centrali dell'sola.
Questa descrizione, e le immagini allegate, si riferiscono a diversi siti, con differenti habitat, della Sardegna centro-orientale dal livello del mare fino a mille metri di altitudine. Una costante dei vari siti è la presenza di una certa quantità di umidità, almeno per una parte dell'anno. Anche negli ambienti aridi, le piante sembrano preferire i punti, a valle di costoni e scarpate, dove fuoriesce un po' di umidità.

Nota di Botanica sistematica
La classificazione delle specie afferenti all'attuale genere Charybdis (e la loro presenza in Sardegna) è stata, fino a un recente passato, assai controversa. Alla luce delle conoscenze attuali e facendo riferimento alla checklist della flora vascolare italiana (Bartolucci F. et al. 2018)*) e alla letteratura sull'argomento, la situazione attualmente accettata si può riassumere secondo il seguente schema.
1) Charybdis maritima (= Drimia maritima, Scilla maritima e Urginea maritima) è stata esclusa dalla flora della Sardegna e delle altre regioni dell'Italia centro-meridionale. La sua presenza è ora riconosciuta solo per la Liguria e la Toscana.
2) Charybdis pancration (= Drimia pancration, Urginea maritima subsp. pancration e Urginea maritima in Pignatti 2011) è considerata presente in Sardegna e nella maggior parte delle regioni centro-meridionali.
3) Charybdis numidica (= Drimia numidica, Urginea numidica e Urginea maritima var. numidica), che è la specie descritta in questa pagina, è segnalata in Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio e Puglia.
4) Charybdis glaucophylla è un endemismo di recente classificazione e ha un areale limitato ad alcuni siti della Sardegna sud-occidentale.
5) Charybdis undulata (= Drimia undata, Scilla undulata e Urginea undulata), è una specie diffusa nell'area basso-mediterranea ma, per quanto riguarda l'Italia, risulta presente solo in Sardegna. Non pone problemi di classificazione perché è morfologicamente assai differente dalle altre specie del genere Charybdis che crescono in Italia.
Da punto di vista pratico, per quanto riguarda la flora sarda, si pone principalmente il problema della corretta distinzione tra Charybdis pancration e Charybdis numidica.
Facendo riferimento a Véla et al. (2017)**), a Pignatti (2017)***) e alle necessarie osservazioni dirette fatte sul campo, si è giunti alla seguente differenziazione tra le due entità.
- Charybdis pancration si caratterizza per avere il bulbo di minori dimensioni e con le tuniche esterne di colore da bianchiccio a verdognolo con parti residuali bronzee chiare e per l'assenza di una tunica esterna coriacea e duratura. Inoltre, anche le tuniche che si propagano lungo il collo del bulbo, sono poco consistenti e tendono a cadere naturalmente insieme alle foglie alla fine del ciclo vegetativo annuale. I fiori presentano una stria porporina, spesso ben evidente, lungo l'asse mediano dei tepali. L'ovario è verde o giallo-verde ma maggiormente tendente alla tonalità verde.
- Charybdis numidica si distingue per avere il bulbo assai più grosso (che sembra accrescersi indefinitamente e può superare i venti centimetri di diametro). Inoltre, ha le tuniche esterne, comprese quelle che si propagano lungo il collo del bulbo, di colore bronzeo variabilmente scuro. Sono anche caratterizzate da una consistenza coriacea e duratura nel tempo, anche nel caso, relativamente frequente, che emergano fuori dal terreno e siano esposte al sole e alle intemperie.
Infine, i fiori appaiono bianchi o con una breve striatura porporina all'apice dei tepali e linea giallo-verdognola, generalmente poco marcata e dalla tonalità un po' incerta, lungo l'asse mediano. L'ovario è giallo o giallo-verde ma maggiormente tendente alla tonalità gialla.

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Bibliografia:
*) Bartolucci F. et al. (2018). An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems. 152: 179-303.
**) Véla, Errol & de Belair, Gerard & Rosato, Marcela & Rossello, Josep A. (2017). Taxonomic remarks on Scilla anthericoides Poir. (Asparagaceae, Scilloideae), a neglected species from Algeria. Phytotaxa. 288.
***) Pignatti S. (2017) Flora d’Italia, seconda edizione, Vol. 1. Edagricole, Milano

(44 giugno 2021)

(Ultima revisione: 25/06/2021)




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