Dipsacus ferox - Scardaccione spinosissimo - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Dipsacus ferox - Scardaccione spinosissimo

Scardaccione spinosissimo

    E' una pianta erbacea a ciclo vegetativo biennale, Emicriptofita scaposa, appartenente alla famiglia delle Dipsacaceae.
Il primo anno si forma una rosetta basale di grandi foglie ellittiche che si presentano visibilmente rugose.  Sono inoltre densamente spinose in particolare lungo la nervatura inferiore, il margine e l'intera pagina superiore.
Il margine è intero ma un po’ irregolare o debolmente lobato. Queste foglie sono talvolta già secche al momento dell'antesi.
Il secondo anno, dalla rosetta basale si origina un lungo e robusto fusto eretto, costoluto e densamente spinoso per tutta la sua lunghezza. Le spine sono robuste, leggermente arcuate, rivolte verso il basso, talvolta bifide o trifide.
Generalmente solo nella parte alta del fusto si formano ramificazioni più volte tripartite che terminano con un capolino fiorale. Si forma così una sorta di infiorescenza a candelabro nella quale il capolino centrale di ogni triade tende ad avere dimensioni maggiori.
Le foglie cauline sono opposte, lanceolate, con il margine ampiamente e irregolarmente lobato, anch’esse spinose. Presentano la caratteristica di potersi unire tra loro in prossimità dell'intersezione sul fusto (connate).  Si forma così una piccola conca che sembra destinata a trattenere l'umidità e l'acqua piovana. Da questa particolarità deriva il nome del genere, di origine greco-classica, che si potrebbe tradurre con il termine “assettato”. Si riferisce, infatti, alla caratteristica tipica di questa pianta di poter conservare l’acqua nella sua sacca fogliare. Questo fenomeno, non molto evidente in questa specie, è invece ben più rilevante in Dipsacus valsechii, un'analoga pianta endemica esclusiva del settore centro-orientale della Sardegna.
Rimanendo sul significato dei nomi resta da aggiungere che l’epiteto "ferox" si riferisce chiaramente all’abbondanza di robuste spine che caratterizza tutte le parti di questa pianta.
L'aspetto più appariscente di Dipsacus ferox, e di tutto il genere Dipsacus, è costituito dai grandi capolini emisferici contornati da robuste brattee spinose. Per questo motivo i capolini secchi delle specie Dipsacus fullonum (conosciuto anche come “cardo dei lanaioli”) e Dipsacus laciniatus, essendo più idonei allo scopo, erano usati in passato per cardare la lana.
I fiori sono tubulosi e hanno la corolla di colore bianco o, più raramente, debolmente rosato. La fioritura avviene nel periodo di giugno-luglio.
L'altezza complessiva delle piante varia da pochi decimetri a circa un metro e mezzo.
L’intera pianta secca dopo la fruttificazione. Tuttavia, essendo piuttosto robusta e quasi lignificata, rimane a lungo eretta, anche fino alla stagione successiva. Sono trattenuti anche gli acheni, protetti all’interno del capolino, che vengono dispersi gradualmente.
Gli acheni hanno una forma tronco-piramidale allungata. Sono visibilmente costoluti, hanno un colore bruno scuro e sono lunghi tre-quattro millimetri.
Dipsacus ferox è una specie poco diffusa e vegeta solo nel Molise e nelle aree interne della Sardegna.
Le immagini dello slideshow sono equamente suddivise in due gruppi e si riferiscono a due diversi siti della Sardegna centrale. Il primo si trova sui monti del Gennargentu, a circa mille metri di altitudine, nel territorio di Desulo (NU). Il secondo si riferisce una piccola popolazione rinvenuta sui monti a sud del Gennargentu, a circa seicento metri di altitudine, nel comune di Seulo (CA). Questa seconda popolazione si differenzia rispetto alla prima, che presenta le normali caratteristiche della specie, per avere dimensioni ridotte e scarse ramificazioni. Per questo motivo, le piante hanno generalmente un solo fiore che spesso si presenta di un tenue colore rosato. Probabilmente queste differenze potrebbero essere semplicemente dovute all’ambiente di crescita, ma ci è sembrato opportuno mantenere separati i due gruppi di piante.
Le immagini in calce a questa pagina sono invece una miscellanea riferita a varie località. Può essere interessante l'ultima di esse che pone a confronto un achenio di Dipsacus ferox (a sinistra) e uno di Dipsacus valsechii a destra. Gli acheni di quest'ultima specie sembrano avere generalmente la lunghezza maggiore di circa un millimetro: quattro-cinque millimetri rispetto a tre-quattro millimetri.

(24 gennaio 2013)

(Ultima revisione: 14/02/2022)





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