Lamyropsis microcephala - Cardo del Gennargentu - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

atlantides.it
Ilex aquifolium
Vai ai contenuti

Lamyropsis microcephala - Cardo del Gennargentu

Cardo del Gennargentu
    E' una pianta erbacea perenne, Emicriptofita scaposa, che appartiene alla famiglia delle Asteraceae (o Composite).
La parte sotterranea, quella perenne, è costituta da un rizoma. A primavera si ha lo sviluppo della parte annuale con l'emissione di numerosi fusti erbacei, striati o angolosi, ricoperti da lanuggine biancastra particolarmente nel periodo giovanile. I fusti sono eretti, poco o nulla ramificati e solo nella parte superiore. Queste caratteristiche conferiscono alle piante un aspetto abbastanza regolare e ordinato. I fusti sono legnosetti e, ormai secchi, tendono a permanere fino alla primavera successiva. L‘altezza delle piante può arrivare a circa settanta centimetri.
Come si può osservare dalle immagini, raramente le piante rimangono isolate. Esse tendono invece a formare fitti cespugli o anche vaste distese, quasi impenetrabili sia per la densità degli individui sia per la spinosità di foglie e capolini.
Le foglie sono a disposizione alterna, con il lembo lanceolato e il margine lobato. Ciascun lobo, compreso quello apicale, termina con una lunga e robusta spina giallastra lignificata. La pagina superiore è verde-lucida ma con residui di lanugine. Quella inferiore è completamente bianco-lanuginosa ma con tendenza a diventare grigio-verde lanuginosa.
La fioritura è costituita da capolini. Essi sono raccolti in cime pauciflore all'ascella delle ultime foglie cauline, ormai ridotte a brattee. L'involucro è formato da brattee ovate-acute o lanceolate-acute, entrambe spinescenti. I fiori, tutti tubulosi, sono di colore bianco con sfumature violacee.
La fioritura, piuttosto tardiva, ricade principalmente nella seconda quindicina del mese di luglio e nella parte iniziale di agosto.
Il frutto è costituito da un achenio di forma piramidale allungata, glabro, di colore ambrato, con una piccola protuberanza cilindrica residuo dell'attaccatura del pappo piumoso. La sua lunghezza è mediamente di quattro millimetri e la larghezza di un millimetro.
Da alcune immagini in calce alla pagina, si può dedurre come la maggior parte degli acheni non giunga regolarmente alla maturazione. Questa è una delle cause che limita la diffusione della specie e potrebbe renderne critica la sopravvivenza. Essa è, infatti, iscritta nelle "Liste Rosse Regionali delle Piante d'Italia" ed è tutelata secondo le Convenzioni internazionali recepite dall'Italia. Un'altra causa è la scarsa coesione tra gli acheni e il pappo piumoso. Per questo motivo, gli acheni, già piuttosto pesanti, tendono a cadere ai piedi delle piante madri. Qui subentra una terza causa derivata dall’elevata e consistente spinosità delle piante. Esse non sono brucate ne avvicinate dagli animali i quali neanche percorrono le distese di piante. Si direbbe che non svolgano alcun ruolo della dispersione dei semi. Ne deriva una "diffusione a macchia d'olio" con le giovani piante che nascono in prossimità delle altre. Tuttavia si ha una certa diffusione continuativa lungo alcuni ripidi rigagnoli. Essa potrebbe essere dovuta a una dispersione dei semi per gravità o per ruscellamento.
Lamyropsis microcephala è una specie endemica esclusiva della Sardegna e vegeta in un ristretto areale, a un’altitudine media di 1600 metri, nelle pendici del Bruncu Spina. E' amante dei suoli fresco-umidi e cresce principalmente lungo i rigagnoli che scendono dalla montagna, in aree sottoposte a lunghi periodi d’innevamento.
Lamyropsis microcephala, considerato il suo ristretto areale, è considerata ad alto rischio di estinzione. Tuttavia, se non ci saranno sconvolgimenti nel suo habitat, si può ritenere che possa tranquillamente continuare a vivere nella sua ancestrale solitudine.  Infatti, cresce rigogliosa, relativamente numerosa e, come già notato, non sembra essere gradita agli animali.
Si può ritenere che, positivamente, Lamyropsis microcephala abbia raggiunto il giusto equilibrio tra la scarsa germinabilità, la propagazione dei semi e l'ambiente in cui vive.

(15 settembre 2009)

(Ultima revisione: 09/06/2016)





Torna alla pagina:
Flora della Sardegna


Copyright www.atlantides.it 2008÷2021 - All rights reserved
Torna ai contenuti