Ostrya carpinifolia - Carpino nero - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

atlantides.it
Ilex aquifolium
Vai ai contenuti

Ostrya carpinifolia - Carpino nero

Carpino nero
    E' una specie arborea caducifoglia e perenne. E’ classificata come Fanerofita arborea per il sistema Raunkiær e appartiene alla famiglia delle Betulaceae. E' tuttavia costante la presenza anche di individui poco sviluppati a portamento arbustivo che ricadono nelle Fanerofite cespugliose.
Dall'osservazione del portamento e della morfologia generale delle piante allo stato naturale, si possono distinguere tre diversi tipi: esemplari vetusti irregolari, piante longilinee slanciate verso l'alto e arbusti di modeste dimensioni. Il substrato di elezione delle piante osservate è quello carbonatico: calcari e dolomiti, principalmente il secondo tipo.
Gli esemplari vetusti crescono in ambienti ostici come rupi, forre, garighe e fenditure di pareti verticali. Sono generalmente piante molto vecchie e forse si tratta di elementi residuali di una popolazione più numerosa. Sono caratterizzate da una morfologia molto irregolare del tronco e delle ramificazioni, anche con parti orizzontali e decombenti che danno origine a rami verticali. Queste particolari conformazioni sono rese possibili anche grazie al legno molto duro e consistente.
Le piante longilinee crescono in ambiente più ricco dove è presente uno strato di terreno, spesso ricco di humus, ad esempio, a valle di pareti rocciose. Qui le piante hanno uno sviluppo più rapido ed eretto con tronchi regolari, corteccia liscia e rami dritti proiettati verso l'alto. Questa morfologia è in parte derivata anche dalla concorrenza con le piante di Quercus ilex, specie dominante in questi ambienti. Anche gli esemplari rupicoli talvolta hanno uno sviluppo lineare e longilineo quando le radici possono beneficiare di abbondanza di nutrimento e umidità.
Gli arbusti sono spesso di modeste dimensioni, talora si tratta di pochi piccoli rami che emergono dal terreno o dalle fenditure delle rocce. Tendono ad avere un portamento intricato come di un basso cespuglio tondeggiante. Sono tipici dell'ambiente rupicolo ma si possono rinvenire anche del sottobosco ombroso.
Le foglie sono alterne e brevemente picciolate. Il lembo è ellittico ad apice acuto ed è percorso da fitte nervature secondarie parallele e regolari, marcate e ben evidenti.
Ostrya carpinifolia (Carpino nero) è una specie monoica con fiori maschili e femminili su organi separati ma sullo stesso individuo.
Per entrambi i sessi, l’infiorescenza è costituita da un amento pendulo (una spiga unisessuale) più lungo e stretto nei maschili, più breve a dal diametro maggiore nei femminili.
Per quanto riguarda le infiorescenze femminili (e la successiva infruttescenza) si possono osservare piante con amenti più lunghi e piante con amenti più brevi e tozzi. Questa differenza potrebbe avere un certo valore sistematico (cfr. Ostrya carpinifolia var. corsica per gli amenti più brevi).
L'inizio dell'antesi avviene nel mese di aprile ed è contemporaneo all'emissione delle foglie. Mentre la maturazione dei frutti avviene tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.
Ostrya carpinifolia (Carpino nero) è presente in tutte le regioni italiane con l'esclusione della Val d'Aosta. In Sardegna vegeta saltuariamente nelle zone carbonatiche del settore centro-orientale con prolungamenti fino alle aree interne del Sarcidano.
Questa descrizione e le immagini allegate sono riferite principalmente alla popolazione presente sul versante settentrionale del Montarbu di Seui (NU). L'ambiente nel suo complesso può essere considerato fresco-umido. L'altitudine varia da novecento a milletrecento metri s.l.m. Questo elevato dislivello (in meno di un chilometro) è indice di un ambiente scosceso e piuttosto ostico, per cui non è agevole un'osservazione troppo ravvicinata delle piante. L'esemplare vetusto che a noi è sembrato più significativo, ha il tronco con il diametro di un metro ed è, per fortuna, facilmente raggiungibile (vedi immagini allegate).
(08 dicembre 2021)





Torna alla pagina:
Flora della Sardegna


Copyright www.atlantides.it 2008÷2022 - All rights reserved
Torna ai contenuti