Pilosella kralikii (già Pilosella soleiroliana) - Sparviere di Kralik - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Pilosella kralikii (già Pilosella soleiroliana) - Sparviere di Kralik

Sparviere di Kralik

      E' una pianta erbacea perenne, Emicriptofita rosulata, facente parte della famiglia delle Asteraceae (o Compositae).
E' formata da una rosetta basale dalla morfologia piuttosto irregolare. Da essa si originano stoloni epigei lunghi fino a 10-15 centimetri, di aspetto succulento e di colore variabile dal verde al rosso vinaccia. Grazie alle sue proprietà stolonifere tende ad assumere caratteristiche tappezzanti, limitata in questo dalle difficili condizioni ambientali in cui vegeta.
Le foglie variano da lineari a ovate, il margine è intero, la lamina ondulata, il colore è verde tendente al glauco. La caratteristica più appariscente è data dalla presenza di lunghi peli biancastri che dal margine convergono verso il centro della foglia, per il resto, entrambe le pagine sono glabre. La consistenza delle foglie è leggermente grassetta. Come già notato in altre specie di questa famiglia, la pagina inferiore assume in qualche caso una colorazione omogenea rosso vinaccia.
Nelle popolazioni da noi osservate, lo scapo si presenta generalmente unifloro. Talvolta è invece biforcato in prossimità del centro. In questi casi si produce un capolino secondario più piccolo, posto lateralmente rispetto all'asse principale. Lo scapo fiorale è tomentoso, di colore variabile dal verde al rosso vinaccia, alto fino a 10-15 centimetri.
L'infiorescenza è di colore giallo, ma i fiori ligulati esterni sono fortemente striati di rosso nella pagina inferiore.
La fioritura avviene a giugno-luglio.

Pilosella kralikii (Sparviere di Kralik) è una specie endemica della Corsica e della Sardegna. Precedentemente era confusa con Pilosella soleiroliana (Hieracium soleirolianum) che è, invece, un endemismo esclusivo della Corsica (cfr. D. J EANMONOD & J. GAMISANS, 2013 - Flora Corsica 2.ème édition, SBCO, pag. 854-5).

In Sardegna, vegeta nei praticelli delle aree cacuminali dei monti del Gennargentu, mediamente dai 1700 ai 1800 metri s.l.m.

(10 settembre 2011)

(Ultima revisione: 21/02/2018)






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