Rhamnus persicifolius (o persicifolia) - Ranno di Sardegna - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Rhamnus persicifolius (o persicifolia) - Ranno di Sardegna

Ranno di Sardegna
      E’ un piccolo albero caducifoglio, endemico esclusivo della Sardegna. Appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae. E' una specie dioica con fiori maschili e femminili portati da individui diversi.
L'altezza è mediamente di tre-cinque metri. Il tronco è ruvido e irregolare, specialmente negli esemplari più vecchi. Talvolta le piante sono formate da numerosi tronchi di piccolo diametro che si originano da un unico ceppo. Le piante sono caratterizzate da un aspetto frondoso e densamente foglioso che le contraddistingue tra le altre specie presenti nell'area.
Le foglie sono lungamente picciolate, con il lembo lanceolato e il margine crenato. Le nervature sono decisamente evidenti.
I fiori maschili, minuscoli e poco evidenti, sono di colore giallino-verdognolo. Quelli femminili sono costituiti dalle bacche in embrione.
Le bacche, dapprima verdi, divengono nero-lucido a maturità e tendono a persistere sui rami fin dopo la caduta delle foglie.
Il periodo di fioritura è il mese di maggio e le bacche giungono a maturazione in autunno.
E' una specie piuttosto rara ed è indifferente al substrato. Ha invece una netta preferenza per le aree con presenza di umidità, rive di torrenti e rigagnoli.
Vegeta sui monti del Gennargentu nell'alta valle del Rio Correboi, nelle distese calcaree del Supramonte (Orgosolo/Urzulei-NU) e del Corrasi (Oliena-NU). Una piccola popolazione può essere rinvenuta nel territorio di Talana (NU) non molto distante dalla cantoniera di Pira ‘e Onni. Individui isolati sono invece presenti nel territorio di Villagrande Strisaili (NU) lungo l’ex strada statale n° 389 e in quello di Arzana (NU) non lontano dal lago Alto Flumendosa.
Colgo l'occasione per una piccola considerazione riferita a questa e ad altre specie arboree.
Si è più volte notato che presso le vecchie piante mancano gli esemplari più giovani che sono il segno di un naturale avvicendamento della specie. Questo porta a ritenere che il mantenimento degli attuali livelli di biodiversità, allo stato libero e naturale, sia molto problematico.

(01 ottobre 2008)
(Ultimo aggiornamento: 17/07/2017)





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