Seseli praecox - Finocchiella precoce - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Ilex aquifolium
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Seseli praecox - Finocchiella precoce

Finocchiella precoce

      E' una pianta suffruticosa perenne, Emicriptofita scaposa, appartenente alla famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae).

La parte basale è costituita da un grosso fusto legnoso, contorto e ramificato sin dall'origine, parzialmente ricoperto dai residui secchi delle guaine fogliari.
Le foglie, come si può notare dall'immagine allegata, sono ampiamente guainanti sul fusto. Sono pennatosette e hanno i segmenti finali lineari e trifidi. Hanno un aspetto grassetto e sono ricoperte da un velo ceroso che conferisce loro una spiccata colorazione glauca. Come si può osservare dalle immagini dello slideshow, le parti soggette a sfregamento, perdendo la patina cerosa, mostrano invece la normale colorazione verde sottostante.
I fiori sono riuniti in appariscenti ombrelle, composte normalmente dieci-dodici raggi. I fiori, singolarmente sono poco appariscenti, sono formati da cinque petali di colore bianco aventi il dorso pubescente e percorso da una striatura bruna longitudinale.
L’antesi è piuttosto duratura e avviene nei mesi di agosto e settembre.
Il frutto è costituito da un achenio pubescente e costoluto, lungo circa due millimetri.
Le piante appaiono nelle immagini piuttosto compatte e robuste ma rispetto ad altre
Umbelliferae sono abbastanza piccole, la loro altezza è mediamente di una trentina di centimetri.
Seseli praecox
è una specie rupicola endemica della Corsica e della Sardegna, predilige crescere sul calcare, più raramente sul silicio. Le immagini proposte si riferiscono a una piccola popolazione che vegeta su rocce porfiriche, a circa ottocento metri di altitudine, nel settore centro-orientale della Sardegna.


Nota di Botanica Sistematica

Nella medesima area sono state rinvenute anche altre specie che prediligono il substrato carbonatico. Si possono citare: Armeria morisii (Spillone di Moris), Hypericum scruglii (Iperico di Scugli), Teucrium capitatum subsp. capitatum (Camedrio polio) e Anemone palmata (Anemone palmata).
Tutto ciò non poteva essere casuale e necessitava della ricerca di una possibile causa. Successive osservazioni hanno, infatti, permesso di rinvenire frammenti sparsi di roccia carbonatica. Per non incorrere in possibili errori di determinazione, è stata fatta la classica prova con una goccia di acido cloridrico che ha immediatamente provocato la tipica effervescenza.
Considerata la situazione, è da escludere che siano materiali di origine alluvionale o che vi siano stati portati dall'uomo.
Si tratta chiaramente di una presenza residuale derivata dal disgregamento di uno strato roccioso carbonatico esistente in quest'area, geologicamente parlando, in tempi abbastanza recenti.
In quest'ottica, anche la presenza delle specie citate si configura come una flora residuale di una più abbondante popolazione esistente quando lo strato di roccia carbonatica ricopriva parzialmente o totalmente quest'area.
Infine, non è da escludere che l'isolamento geografico rispetto alle altre popolazioni, abbia prodotto variazioni nella morfologia di queste specie, seppur di lieve entità.

(17 dicembre 2013)

(Ultima revisione: 05/10/2017)





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Flora della Sardegna


Nelle immagini si possono osservare i principali caratteri che differenziano Seseli praecox (endemismo sardo-corso) da Seseli bocconi (endemismo siculo): le foglie inguainanti il fusto, i petali con il dorso irsuto, gli acheni pubescenti.


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