Squilla undulata - Scilla ondulata
Scilla ondulata
E’ una pianta erbacea perenne, Geofita bulbosa, appartenente alla famiglia delle Asparagaceae.
Questa specie, così come altre geofite, segue un ciclo vegetativo annuale piuttosto particolare.
Dalla seconda metà del mese di agosto, nella totale assenza di foglie, spuntano i fiori riuniti in racemi e sorretti da un lungo stelo. Mancano anche le foglie dell'anno precedente, secche da parecchio tempo e ormai disperse. Le nuove foglie spunteranno solo verso metà settembre, in concomitanza con la maturazione dei frutti. Continueranno a svilupparsi durante l'inverno e seccheranno in primavera. In questo modo le piante possono rimanere a riposo per la maggior parte del periodo caldo e siccitoso dell'estate mediterranea.
Il bulbo ha una forma sub-rotonda e un diametro che può raggiungere cinque o sei centimetri. E' di colore chiaro ed è rivestito da tuniche papiracee bianchissime. Cresce in posizione molto superficiale e la parte apicale rimane spesso ben visibile nel terreno.
Le foglie, che hanno una colorazione verde-glauca, sono lineari, larghe otto-dodici millimetri e lunghe dodici-quindici centimetri ma possono superare i venti centimetri. Sono inoltre caratterizzate da un’appariscente ondulazione del margine che, esclusa la parte apicale, percorre tutta la loro lunghezza. Da questa particolarità deriva l'epiteto della specie.
I fiori sono raccolti in racemi portati da lunghi scapi. L’altezza complessiva giunge a trenta-cinquanta centimetri. Ciascuna infiorescenza può essere formata da un numero elevato di fiori, fino a venti o trenta unità.
I fiori hanno un diametro di circa 2,5 centimetri. Hanno la corolla composta da cinque tepali lineari di colore vinaceo chiaro sfumante nel bianco. In qualche popolazione, la colorazione è invece piuttosto intensa. Anche i filamenti degli stami e lo stilo sono del medesimo colore. L'unica eccezione è l'ovario verde chiaro.
Il frutto è una capsula trivalve larga circa otto-nove millimetri e alta dodici-tredici. Si apre a maturità liberando, per l'azione del vento, i numerosi semi alati. I semi sono infatti dotati di un'ampia ala membranacea di colore nero lucido e di forma vagamente ellittica. Sono molto leggeri e atti a essere dispersi dal vento. Complessivamente misurano tre-quattro millimetri di larghezza e sei-sette di lunghezza. Se liberato dalla sottile membrana dell'ala che lo ricopre, il seme si presenta fusiforme e color crema.
E' curioso osservare come le pareti interne delle valve siano come ricoperte da un luccicante velo dorato. In natura, questo fenomeno è ben più evidente di quanto riescano a mostrare immagini allegate.
Squilla undulata (Charybdis undulata), Scilla ondulata, è una specie tipica dell'area basso-mediterranea. In Europa è piuttosto rara e vegeta solo in Sardegna, nella vicina Corsica e nella Spagna meridionale.
La presente descrizione e tutte le immagini allegate si riferiscono a due diverse popolazioni, una posta in pianura a una decina di metri sul livello del mare e l'altra in collina a un'altitudine di circa seicento metri. In questo secondo sito, l'ambiente è quello di macchia mediterranea ridotta all'essenziale, essendo il terreno arido e sassoso con rocce affioranti. Forse è proprio questo ambiente un po' difficile che ha contribuito alla conservazione della specie.
Nota di Botanica sistematica
In seguito all'articolo di Martínez-Azorín M. et al. (2022) *) il genere Charybdis Speta è stato rinominato come Squilla Steinh., essendo questa denominazione prioritaria rispetto alla precedente.
Poiché l'autore è di lingua tedesca, Steinh. è abbreviazione di Johann Wilhelm Adolph Steininger, analizzando il nome Squilla dal punto di vista linguistico, si potrebbe ipotizzare che sia semplicemente un addattamento fonetico del latino Scilla.
Il termine latino deriva, a sua volta, dal greco classico Σκύλλα (pron. Skýlla). Secondo il Vocabolario Greco-Italiano di Lorenzo Rocci, Σκύλλα (pron. Skýlla) ha il significato di "scilla, probabilmente pescecane". Il nome latino Scilla, seguendo vari vocabolari, ha invece il doppio significato di "scilla (cipolla marina)" e di "pesce marino" non meglio precisato.
La classificazione delle specie afferenti all'attuale genere Squilla (e la loro presenza in Sardegna) è stata, fino a un recente passato, assai controversa. Alla luce delle conoscenze attuali e facendo riferimento alla checklist della flora vascolare italiana e alla letteratura sull'argomento, la situazione attualmente accettata si può riassumere secondo il seguente schema.
1) Squilla maritima (= Charybdis maritima, Drimia maritima, Scilla maritima e Urginea maritima) è stata esclusa dalla flora della Sardegna e delle altre regioni dell'Italia centro-meridionale. La sua presenza è ora riconosciuta solo per la Liguria e la Toscana.
2) Squilla pancration (= Charybdis pancration, Drimia pancration, Urginea maritima subsp. pancration e Urginea maritima in Pignatti 2011) è considerata presente in Sardegna e nella maggior parte delle regioni centro-meridionali.
3) Squilla numidica (= Charybdis numidica, Drimia numidica, Urginea numidica e Urginea maritima var. numidica) è segnalata in Toscana, Lazio, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
4) Squilla glaucophylla (= Charybdis glaucophylla) è un endemismo di recente classificazione e ha un areale limitato ad alcuni siti della Sardegna sud-occidentale.
5) Squilla undulata (= Charybdis undulata, Drimia undata, Scilla undulata e Urginea undulata) che è la specie descritta in questa pagina, è diffusa nell'area basso-mediterranea ma, per quanto riguarda l'Italia, risulta presente solo in Sardegna. Non pone problemi di classificazione perché è morfologicamente assai differente dalle altre specie del genere Squilla che crescono in Italia.
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Bibliografia:
*) Martínez-Azorín M., Crespo M. B. y Alonso-Vargas M. Á. (2022). Reinstatement of Squilla Steinh., a priority name against the illegitimate Charybdis Speta (Hyacinthaceae, Urgineoideae). Mediterranean Botany, 43, e78272.
(01 gennaio 2014)
(Ultima revisione: 30/01/2026)
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