Spergularia rubra - Spergularia comune - ATLANTIDES: Miscellanea di Ambiente, Natura, Cultura

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Spergularia rubra - Spergularia comune

Spergularia comune

      E' un’umile pianta erbacea perenne, Camefita suffruticosa, appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.
Tuttavia, con i suoi fiori rosa porporino, ingentilisce i bordi non inerbiti delle strade e altre aree degradate delle zone montane fino ai praticelli cacuminali del Gennargentu.
Le piante sono formate da numerosi rametti, parzialmente lignificati, che si originano dall’apparato radicale perenne, diffondendosi, dove è possibile, in tutte le direzioni. Hanno un andamento strisciante aderente al suolo, prostrato-ascendente, talora decombente, in funzione dell’ambiente in cui vegetano. I rami sono caratterizzati da internodi piuttosto ravvicinati, generalmente più brevi delle foglie. I singoli rami si possono estendere in lunghezza fino a venti-venticinque centimetri, per quanto abbiamo potuto rilevare sul campo.
Le foglie sono lineari a sezione semicilindrica, dall’aspetto grassetto, generalmente mucronate, Sono opposte e disposte in coppie ai nodi,  accompagnate da densi fascetti più corti e da stipole membranacee di forma triangolare allungata, ad apice acuto. In prossimità dell'infiorescenza i fascetti tendono ad eguagliare la coppia di foglie principali.
I fiori sono portati da cime piuttosto dense, caratterizzate dall’abbondante presenza di pelosità glandulosa, particolarmente su dorso dei sepali.  Le dimensioni sono piuttosto ridotte, il calice e la corolla hanno un diametro simile che è di circa sei millimetri. Tuttavia sono piuttosto appariscenti e aggraziati per la forma leggermente concava e il delicato colore rosa porporino dei petali a cui si aggiungono le striature più intense del medesimo colore presenti sui sepali.
La fioritura avviene principalmente nei mesi di luglio e agosto, ma alle quote più elevate si può protrarre fino all’autunno.
Il frutto è una capsula ovoide ad apice acuto che, alla completa maturità, si apre brevemente suddivisa in tre lobi triangolari. Questa modalità è utile per una più graduale dispersione dei semi.
I semi hanno, orientativamente, una forma a spicchio caratterizzata dai due bordi curvilinei prominenti. La superficie è di colore castano scuro, increspata e papillosa. La diagonale degli spicchi è di circa 0,5-0,6 millimetri.
Per dare un’idea delle dimensioni reali delle piante e poterne analizzare i dettagli morfologici, sono state inserite alcune immagini su carta millimetrata.
Le immagini dello slideshow sono state raggruppate secondo due distinti siti di rinvenimento. Il primo si trova nel versante orientale del Gennargentu a circa mille metri di altitudine in una situazione climatico-ambientale piuttosto favorevole, il secondo sulla parte alta dei monti del Gennargentu a circa milleottocento metri in ambiente decisamente estremo. Si potrà così confrontare il differente sviluppo delle piante in due situazioni piuttosto diverse tra loro. Nel primo caso le piante sono più vigorose, hanno internodi più ampi e un portamento prostrato-ascendente. Nel secondo caso gli internodi sono più ravvicinati e il portamento è esclusivamente prostrato.
Le immagini inserite in questa pagina costituiscono una miscellanea di diversi ambienti con relative differenze morfologiche delle piante.
Le "aree degradate" precedentemente menzionate, spoglie e dall'aspetto arido, sono prodotte sia da fattori naturali (altitudine, clima, tipologia del terreno) sia da un'assidua presenza di animali, domestici e selvatici, in posizione di riposo o di vedetta. Dal punto di vista botanico e della biodiversità in genere, si rivelano essere una nicchia di rifugio per tante specie interessanti che altrimenti sarebbero sopraffate dall'abbondanza di altre erbe, specialmente annuali. In maniera analoga, anche il pascolo degli animali permette di diradare la vegetazione più prosperosa  e lasciare spazio ad altre specie meno comuni e più interessanti. Favorendo, in questo modo, il mantenimento di una maggiore biodiversità.
Un esempio concreto può essere costituito dalle specie Herniaria litardierei e Paronychia polygonifolia.

(20 dicembre 2012)

(Ultima revisione: 03/11/2026)





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